La pratica del Do In ed alcuni suoi benefici

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L’attività sportiva è senz’altro indispensabile per il benessere del nostro corpo ed è fondamentale scegliere quella che risulti più congeniale alle nostre esigenze e adatta a trattare nello specifico eventuali problematiche. Un toccasana per migliorare problemi legati allo stress e alla vita frenetica che ormai conduciamo quotidianamente è di sicuro l’insieme di quelle discipline che provengono dall’Oriente, una delle quali è proprio il Do In, una disciplina giapponese.

Il Do In è una disciplina giapponese che proviene dalla medicina cinese e si rifà al principio filosofico del Taoismo da cui discendono anche lo yoga, l’agopuntura, lo Shiatsu e le arti marziali, ovvero discipline che hanno come principio di base l’armonia tra mente, corpo e spirito. Il Do In, dunque, stando alla medicina cinese che considera il corpo come una mappa percorsa da vari canali detti ‘meridiani’ nei quali circola l’energia (Qi) destinata a fluire verso gli organi, si prefigge l’obiettivo di riequilibrare, controllare e incrementare l’energia vitale tramite i seguenti veicoli di trasmissione: la stimolazione dei meridiani con la digitopressione e l’auto-massaggio, la respirazione, la meditazione e la pratica di una serie di esercizi che riattivano il Qi.




Gli esercizi del Do In sono facili da eseguire, ve ne sono un gruppo in particolare (detti in giapponese Kei-Raku-Cho-Sei) incentrati sullo scioglimento dei 12 meridiani principali che dovrebbero essere praticati preferibilmente al mattino, mantenendo per ogni posizione almeno tre respiri profondi, ma possono essere praticati anche la sera o più volte nell’arco della giornata.  Già con pochi esercizi si riesce a ripristinare il flusso energetico nell’organismo, si rafforzano gli organi  interni e di conseguenza tutto il sistema immunitario prevenendo e curando problemi di salute. Inoltre, con il Do In si riesce a riequilibrare la propria energia interiore e ad incrementare la forza, la vitalità e flessibilità del corpo; non è un caso, infatti, che ancora oggi venga praticato dai monaci buddhisti.

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